LE FOTO A COLORI DI 100 ANNI FA

Quando oggi scattiamo una foto non pensiamo affatto alla storia che sta dietro la fotocamera del nostro cellulare. Abbiamo già dimenticato che fino a circa 15 anni fa usavamo ancora il rullino e che bisognava pensarci due volte prima di premere il pulsante di scatto. Oggi, invece, scattiamo decine di foto al giorno, diamo per scontato che le esse siano a colori e ci improvvisiamo tutti fotografi professionisti grazie alle numerose app che ci permettono di modificare le immagini a nostro piacimento direttamente dalla nostra fotocamera, smartphone o tablet. Con i filtri della fotocamera, di Instagram o di Retrica si può fare veramente di tutto in pochissimi secondi e anche l'utente più inesperto è in grado di ottenere scatti particolari e suggestivi. Ma se oggi andiamo alla ricerca dell'effetto particolare, retrò, del color seppia o del bianco e nero, c'è chi, all'incirca un secolo fa, ha sperimentato e lavorato per far sì che le foto riproducessero esattamente gli stessi colori della realtà.
Nel 1903 i fratelli Lumière brevettano un procedimento di fotografia a colori chiamato autocromia o autochrome e basato sulla sintesi additiva. Questa tecnica rivoluzionò il campo della fotografia e quattro anni dopo entrò nel mercato con grande successo nonostante i suoi elevati costi. Le immagini erano ottenute su una lastra di vetro su cui veniva steso un mosaico di piccolissimi granelli di fecola di patate colorati di blu, arancione e verde che facevano da filtro. Per mezzo di altri elementi che venivano aggiunti alla lastra, tra cui l'emulsione fotografica, l'immagine veniva catturata in negativo dopo l'esposizione alla luce e, a seguito di ulteriori passaggi di lavorazione, si otteneva la fotografia a colori che osservata da vicino appariva come un quadro puntinista. 
Ammirare queste fotografie a colori di inizio Novencento fa un certo effetto perché le loro ambientazioni e l'atmosfera onirica le rendono simili a dei dipinti:

                          M.J.P. O'Gorman: ritratto della figlia Christina sulla spiaggia (1913)

                                            E.J. Laing: ritratto delle figlie Iris e Janet (1910)

                                            F.A. Paneth: Hotel Savoy a Luxor in Egitto (1913)


  J.C. Warburg: ritratto della figlia Peggy in giardino (1909)

                                    
                                                       Anon: coppia con automobile (1910) 

Per vedere altre suggestive fotografie a colori dei primi anni del Novecento potete visitare questo sito: The Dawn of Colour.

Arrabito C.



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